Food experience: quando il territorio si scopre passando per il palato

I dati diffusi dalla Coldiretti parlano chiaro, nel 2019 la spesa turistica destinata alla food experience è stata un terzo di quella totale; che si tratti di baby boomers, generazione X o millennials, la tendenza generale del viaggiatore moderno porta a includere nella vacanza un’esperienza gastronomica di qualità, perché il territorio si scopre anche passando per il palato, gustando i prodotti tipici di quel territorio e di quel paesaggio.

Per questo motivo Ventuno ha creato una linea di experience box dedicate alle specialità regionali, includendo in ogni scatola anche un visore VR per estendere questa esperienza e scoprire i territori da cui nascono i prodotti certificati selezionati.

Ventuno si rivolge al gourmet – o quello che oggi, nell’era del digitale chiamiamo più facilmente foodie –, un consumatore consapevole e informato, che vuole conoscere la qualità degli ingredienti, rimane affascinato dalla preparazione dei piatti e sperimenta abbinamenti e ristoranti. Una persona attenta, che non fatichiamo a immaginare come un viaggiatore altrettanto curioso.

Gastronauta o foodtrotter?

Il nostro ambassador ideale è sicuramente un turista enogastronomico, certo, ma vale la pena fare un po’ d’ordine. Sotto questo cappello si possono includere due tipologie differenti di turista, il gastronauta e il foodtrotter. Il mantra del vero gastronauta è la ricerca del prodotto tipico, se poi è certificato ancora meglio; ama programmare il proprio viaggio includendo soste per sagre e feste gastronomiche, sceglie le strutture ricettive, b&b e agriturismi in base al menù del giorno e si aspetta di sperimentare e poi portare a casa le tipicità locali. Il foodtrotter è un viaggiatore che vuole scoprire il territorio anche attraverso il cibo, ma non solo; sempre attento all’aspetto food, non lo mette però al centro della propria esperienza di viaggio.

Un nuovo modo di viaggiare consapevole: la Food Experience

In entrambi i casi, gastronauti e foodtrotter hanno aperto le porte a un nuovo modo di viaggiare, più consapevole, ma anche più rispettoso delle tradizioni e della cultura locale. La lingua inglese, abituata a sfornare neologismi che spiegano in un colpo solo tendenze già divenute realtà, parla di foodcations, felice unione dei termini food e vacation.
Di fatto il turismo legato al cibo è sempre più in crescita, come dimostrano percorsi culinari, strade del vino e dei sapori, degustazioni guidate e tutte le proposte turistiche che valorizzano il territorio a partire dalla materia prima. Si tratta sempre più di un turismo consapevole, che punta non solo a far assaggiare ma anche a capire come nascono e come vengono lavorati i prodotti tipici.

Ecco allora che la propria personale food experience acquista tutto un altro valore; così il Passito di Pantelleria si gusta di più quando si scopre che nasce dalle viti ad alberello di uve Zibibbo tipiche dell’isola di Pantelleria, un patrimonio Unesco che premia una pratica agricola rispettosa dell’ambiente, o si assapora una bistecca di razza chianina con più serenità e consapevolezza alimentare, sapendo che viene allevata con i metodi sani e biologici in Val di Chiana.
Il Passito di Pantelleria DOP, il sugo di chianina IGP, la nocciola IGP, quella Tonda Gentile delle Langhe, così come molti altri prodotti certificati e biologici li ritrovate nelle nostre experience box proprio perché Ventuno promuove una cultura del gusto e del territorio.

Vi invitiamo a provare una nostra proposta gourmet e poi a “inforcare” il visore VR e continuare il vostro viaggio da gastronauti o foodtrotter tra i paesaggi delle nostre regioni italiane!

Costruisci la tua personale Food experience

Autore: Deborah Terrin